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I BAMBINI BIELORUSSI UN' ESPERIENZA CON LORO E PER LORO - di Luigina Tartufi

I BAMBINI BIELORUSSI UN' ESPERIENZA CON LORO E PER LORO - di Luigina Tartufi - Comitato Padova Est
4 settembre: una bella calda giornata ancora estiva. Siamo tutti in attesa dei bimbi provenienti dalla Bielorussia. Arrivano infine: 7 bambine e 13 bambini dai 7 ai 10 anni di età. Essi scrutano curiosi coloro che li attendono. 

4 settembre: una bella calda giornata ancora estiva. Siamo tutti in attesa dei bimbi provenienti dalla Bielorussia. Arrivano infine: 7 bambine e 13 bambini dai 7 ai 10 anni di età. Essi scrutano curiosi coloro che li attendono. Alcuni sono alla prima esperienza italiana; altri, più numerosi, alla seconda o terza, e conoscono la famiglia ospitante. Provengono per la maggior parte dal collegio di Provie Mosty, ad eccezione di qualcuno con regolare famiglia. Sono stanchi, affamati, ma curiosi e vocianti; si tengono vicini in attesa dell'affido alla coppia ospitante.
Poi finalmente nella casa italiana, spesso in compagnia di coetanei. Io ricordo che Hanna, la bimba mia ospite, mentre l'anno prima trovava difficolta` a dormire da 
sola e dimostrava timidezza nel far capire le sue necessità, quell'anno esprimeva una buona padronanza dell'ambiente, della lingua e delle persone: perciò è stato più piacevole il conoscersi, più ampio il colloquiare e più facile lo scambio di idee. Il giorno successivo, una veloce ricerca del corredo occorrente, facilitato dal lavoro del Comitato che ha raccolto tanto vestiario, e poi, la domenica, via verso il mare -colonia Regina Mundi al Cavallino- accompagnati dalle famiglie ospitanti e affidati a genitori volontari che con loro trascorreranno la settimana, insieme all'insegnante ed all'interprete. Settimana piacevolissima per i bambini, sempre entusiasti della spiaggia, dei tanti bagni e di ore ed ore all'aria tra giochi, corse e risate, sotto il bel sole settembrino, fino al cadere sfiniti la sera, dopo gli ultimi bisbigli con la compagna o il compagno dei giochi. I risultati positivi del soggiorno al mare sono visibili nei loro volti non più pallidi e tirati, ma dorati e luminosi. I 35 giorni di ospitalità sono trascorsi velocemente, con la scuola la mattina, qualche attività sportiva pomeridiana e alcune uscite, a Padova, a Venezia ed in altre località vicine. Poi, il 9 ottobre, il rientro in Bielorussia. Sono ritornati a casa carichi di cose e di sensazioni. Piu` di un bambino ha pianto, specialmente fra coloro che dovevano tornare in collegio. Anche piu` di un accompagnatore aveva gli occhi rossi: l'emozione di un distacco dopo tanti giorni spesi nel costruire un rapporto di fiducia ed amicizia.

Finito il periodo dell'esperienza, senza dubbio dinamica, ci si pone qualche domanda. Io ho cercato di parlare con alcune famiglie per confrontare le mie impressioni. Tutti pensiamo che questo tipo di ospitalità non giovi solo alla salute dei bambini, conquista senz'altro importante se consideriamo che la maggior parte di loro ha subito i danni di Chernobyl, che le loro condizioni economiche non sono ancora ad un buon livello e il vitto non è vario. Essa è importante anche sotto il profilo della socializzazione fra popoli di culture diverse e può aiutare i giovani ad aprirsi alla vera accoglienza per diventare “cittadini del mondo“ senza perdere la propria identità. E` auspicabile quindi che il Comitato Padova Est possa crescere e perfezionare la sua opera, sostenuto da tante persone impegnate nell'offrire ai bambini una ospitalità ricca di esperienze più che di cose materiali e nel procurare aiuti all'Istituto di Provie Mosty.


Luigina Tartufi Graziani