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SOLO CON UN CANE DI ANTONELLA E ROBERTO GRANZIERO

SOLO CON UN CANE DI ANTONELLA E ROBERTO GRANZIERO - Comitato Padova Est

Il 2003 è stato un anno importante per il nostro Comitato, in quanto ci siamo posti questo interrogativo: “Ci sentiamo pronti ad ospitare bambini da Istituto?”.

Ciò richiedeva maggiore disponibilità ed attenzione, trattandosi di bambini più difficili e con un vissuto particolare. E così alcune famiglie, fra cui noi, hanno deciso di osare un pò di più trovando più motivazioni in questa scelta. A settembre arrivò Yauheny: un bel bambino gioioso, felice di essere accolto in una famiglia e che ci prese subito per mano nella paura che questo non fosse vero. Con se portava, come bagaglio, una borsetta di nailon con pochi vestiti e troppo grandi per la sua esile figura. Resta in noi ancora impresso il ricordo del primo bagno, tutte le frasi che diceva in fretta e di cui non capivamo niente, e lo splendore degli occhi indossando abiti anche se usati, ma che profumavano di pulito. Come tutti gli altri, era accompagnato da una scheda che lo descriveva sotto il profilo fisico e caratteriale, e che, appena letta, ci ha spaventati, ritraendolo come un bambino molto difficile e con gravi crisi isteriche, introverso e violento verso gli altri, sofferente di celiachia e gastrite acuta. Tutto ciò non si è mai verificato nel mese di permanenza, pur avendo, il bambino, momenti di scontro e capricci come tutti i suoi coetanei: immaginiamo poi cosa può vivere un bimbo di otto anni trovandosi a distanza di chilometri, in un altro paese e con unʼaltra lingua. Le sue difficoltà erano dovute probabilmente alle dure sofferenze derivate dallʼabbandono e alla mancanza di una famiglia che lo proteggesse e curasse con amore. La convivenza non è stata sempre facile anche con nostro figlio della stessa età, perché entrambi richiedevano tutte le attenzioni per sé.

Il suo soggiorno da noi è stato motivo di approfondimento per i suoi problemi fisici, in questa fase di crescita, e per la ricerca del suo vissuto tramite lʼaiuto della maestra e dellʼinterprete.

PERCHE’ LO FACCIAMO?

Yauheny è un bambino orfano, vissuto da sempre in istituto-internato o case di cura. A causa dei suoi problemi, difficilmente rientrerà nel circuito delle adozioni. Come lui, tantissimi altri bambini della Bielorussia possono essere aiutati trasmettendo positività, voglia di vivere e i valori che si vivono in una famiglia dove la convivenza e lʼamore tra persone sono reali. Questo, naturalmente, nel massimo del rispetto delle loro abitudini e della loro cultura, senza alcuna pretesa di ricevere ringraziamenti o vederli cambiati perchè così piacerebbe a noi. Purtroppo per Yauheny, del suo passato rimane un grande buco nero che non è ancora riuscito a svelare nessuno; si intuisce che è stato molto deluso dagli adulti.

Lʼabbiamo capito dal suo legame quasi morboso con tutto quello che rappresentava il cane, sia come animale vero che come peluche: con questo viveva in simbiosi, gli parlava, dormiva e si lavava insieme, a volte abbaiava anche, ma in lui trovava conforto.

Ecco spiegato il motivo del titolo per questa nostra esperienza.


Antonella e Roberto Granziero